DSC_4556

Come sono nate le Langhe?

Le Langhe fanno parte di un complesso di terre (che includono il Monferrato e le colline di Torino), che emersero 25 milioni di anni fa per un processo di corrugamento del fondo marino dell’allora mare Padano che mediante un canale, giudicato largo ventisette chilometri, metteva in contatto quel mare con il mar Ligure passando attraverso l’attuale colle di Cadibona, (436 metri sul livello del mare). Poi per effetto di spinte tettoniche, il canale si chiuse e si formarono le nostre Langhe che sono considerate una “dorsale appenninica”; dorsale che dai 754 metri sul livello del mare di Montezemolo, raggiunge la punta massima di 950 metri a Mombarcaro, e digrada poi fino a Dogliani, (340 m.) e Alba. (172 m. sul livello del mare).

Prove che confermano queste origini, sono date dalla presenza nel terreno di conglomerati di arenaria, marne a strati sovrapposti, gessi, calcari e sabbie in cui si trovano conchiglie marine, frammenti fossili, scheletri di pesci e alghe.

L’origine etimologica della parola Langa è incerta, infatti c’è chi sostiene che derivi da “Landa Ligurum”, paese dei liguri, oppure che possa derivare dal francese “langue” lingua di terra che si estende in mare, oppure ancora dal latino, “Langa”, sorta di lucertola a coda lunga come sosteneva Gaio Plinio Secondo il vecchio morto nell’eruzione del Vesuvio nel 79. Ma non è da escludere, più semplicemente, che possa derivare dal nome di una delle tante tribù liguri, la tribù dei Langates, che abitavano le Langhe.

Tracce di quelle tribù, furono trovate in una necropoli scoperta nel 1971 a Vicoforte Mondovì dall’archeologo Prof. Emilio Ianigro d’Aquino, risalente a 4.000 anni fa.

Ma popolazioni ancora più antiche abitavano già 10.000 anni fa, sulle sponde del fiume Tanaro nelle località oggi note con i nomi dì Clavesana, Farigliano, Monchiero e Alba.

Lo storico Dionigi di Alicarnasso, vissuto nel 1° secolo avanti Cristo, diceva dei Liguri che la loro origine era incerta, mentre Plutarco, sostenevano che fossero scesi dalla vicina Svizzera; al contrario altri storici dicevano che fossero arrivati dalla penisola Iberica e altri ancora dalla Croazia. Questo popolo che viveva diviso in tribù, fu sottomesso a suo tempo dall’Impero Romano con lotte sanguinose e deportazioni di massa. Ma nel 137 a.C. tra le tribù dei Langates, dei Genuates e dei Veiturii, scoppiarono delle controversie che costrinsero il Senato di Roma ad intervenire per dirimerle. Ciò risulta dalla targhetta in bronzo di centimetri 38 x 48, datata 117 a.C. trovata nei 1506 in Val Polcevera e conservata ancora oggi nel Palazzo bianco di Genova, in cui si parla di quell’intervento e per la prima volta si legge la parola “Langhe”. Poi nell’89 a.C., a quei Liguri fu riconosciuta la cittadinanza Romana.

Sempre pronti a guerreggiare anche contro le legioni romane, i Liguri erano considerati “le cote dei romani” e lo storico Silio Italico vissuto nel primo secolo d.C., diceva che “le donne liguri erano gagliarde come gli uomini altrove e gli uomini ferocissimi come fiere”.

Verso il 300 gli abitanti delle Langhe si convertirono al cristianesimo per merito essenzialmente del Vescovo di Milano Sant’Ambrogio e del vescovo di Pavia San Siro.

Poi nell’890, arrivarono sulle Langhe i Barbari: Saraceni, Goti e Mori Maomettani che misero a ferro e fuoco l’intero territorio con saccheggi e distruzione di castelli, chiese e case. Furono di quell’epoca le costruzioni delle torri di avvistamento, le cosi dette torri di “Vaita” per segnalare da un paese all’altro l’arrivo dei barbari per prepararsi alla battaglia o mettersi in salvo.

E in un diploma dell’Imperatore Ottone I, degli anni 1.000, a conferma delle devastazioni dei barbari, si leggeva: “attraversammo le Langhe deserte e piene di banditi, senza riscuotere tributi”. Nel 1040 circa, i frati benedettini di Santa Maria di Castiglione di Parma, vennero a San Benedetto Belbo dove fondarono un Priorato. Nel 1050, alcuni di loro salirono a Sale Langhe in località Gamellona, ove costruirono la chiesetta di Santa Anastasia (Sant’Anna). Vent’anni dopo, nel 1070, andarono a Montezemolo sulle alture dei colli del Marchese Cordero, dove si trova ancora oggi il rudere di un antico castello, per dare vita alla 1° comunità con una piccola chiesa eretta in onore di San Benedetto con cimitero attiguo, ora non più esistenti.