DSC_4031Tra tutti i Castelli delle Langhe quello di Roddi viene spesso definito il più interessante dal punto di vista storico ed architettonico; adagiato sulla cima della collina sovrasta maestosamente il borgo del paese. Fu di proprietà di Gaio Francesco della Mirandola, discendente e nipote del noto umanista e filosofo Pico della Mirandola.

Dobbiamo andare al secolo XI per rilevare la prima costruzione fortificata nello stesso luogo in cui ora si erge il Castello; la costruzione del Castello così come si presenta oggi risale probabilmente alla fine del Trecento/inizio Quattrocento e probabilmente fu opera della potente famiglia roddese dei Faletti.

Procedendo con la storia altra data importante fu il 1526 quando la proprietà passa ai Conti della Mirandola e successivamente, nel 1690, ad un’altra famiglia, quella dei Chiesa. Durante il congresso di Vienna saranno i Savoia ad impossessarsi del Castello il quale diventerà successivamente prima bene statale e poi, definitivamente nel 2001, proprietà del Comune di Roddi

Il Castello è caratterizzato da un corpo centrale di 3 piani e da due torri cilindriche; le due torri sono differenti tra loro: la prima risulta essere snella ed alta mentre quella del lato opposto risulta più basse.

La tipologia è definita del ”Dongione”; con questo termine viene definita la torre più alta di un castello, progettata per servire sia come punto di osservazione che da ultimo rifugio, nel caso in cui il resto della fortificazione dovesse essere occupata dal nemico.

Una tipoligia simile si può ritrovare nel Castello di Serralunga, piccolo comune poco distante da Roddi anche se le torri di quest’ultimo sono meno integrate alla struttura centrale del castello e più massiccie. Le soluzioni difensive realizzate nel Castello di Roddi sono, rispetto a quelle di Serralunga, più moderne; in particolare troviamo nell’ultimo piano le caditoie, buche a forma di feritoia che consentivano diverse tattiche militari.

Non resta purtroppo traccia del ponte levatoio che proteggeva il Castello, allo stato attuale l’accesso avviene da un cortile esterno.

Le soprese maggiori si hanno all’interno dove si trovano numerose decorazioni e soffitti lignei a cassettoni e le bellissime storiche cucine risalenti al Cinquecento.

Allo stato attuale la struttura principale del Castello è parzialmente visitabile anche se in attesa di restauro mentre è stata oggetto di recente restauro la pertinenza: l’obbiettivo è di realizzare all’interno di essa una Scuola Internazionale di Cucina del Tartufo Bianco d’Alba.

Attualmente è stata realizzata una moderna cucina didattica fornita di 12 moderne postazioni in acciaio che saranno utili ai turisti per imparare i fondamenti della cucina delle Langhe